Mercoledì 28 gennaio, nella sua abitazione di Firenze, dopo una lunga malattia che nelle ultime settimane si era progressivamente aggravata, ci ha lasciato la compagna Adriana Dadà. Adriana, già ricercatrice e docente di Storia contemporanea dell’Università di Firenze, allieva di Gino Cerrito, storico dell’anarchismo a suo tempo militante nella FAI, era dichiaratamente ed orgogliosamente comunista anarchica, impegnata da sempre nell’attività politica, culturale, sindacale, con un approccio materialista e di classe.
Alla fine degli anni ‘60, studentessa presso l’università fiorentina, aderisce all’anarchismo e negli anni ’70 milita nel Gruppo Comunista Anarchico di Firenze ed attraverso questo è nella redazione dell’Editrice Crescita Politica; poi nel 1979 partecipa alla costituzione dell’UCAT (Unione dei Comunisti Anarchici della Toscana). Nel 1985 è presente al congresso di fondazione della Federazione dei Comunisti Anarchici, organizzazione in cui milita fino al 2010 ricoprendo anche incarichi nazionali, ed infine nell’UCADI (Unione dei Comunisti Anarchici d’Italia). Da alcuni anni non aderiva ad alcuna organizzazione politica, pur convinta della sua necessità, e si era dedicata ad un’intensa attività sociale ed antifascista nel popolare quartiere fiorentino di S. Jacopino, dove abitava, e dove conduceva attività formative e sociali con le donne migranti, con i giovani, organizzando varie iniziative antifasciste ogni 25 aprile, partecipando a conferenze ed altre attività culturali e politiche.
Storica, conosciuta a livello nazionale, ha indagato e scritto numerosissimi articoli, saggi, libri, sul fenomeno delle migrazioni – in particolare su quello femminile – e sull’anarchismo: tra tutti ricordiamo solo il citatissimo volume “L’anarchismo in Italia: fra movimento e partito”. Collaboratrice, nel tempo, di varie riviste (Zapruder, Antipodi, Per un’altra città, ecc…) è stata in passato Vice presidente e Direttrice scientifica dell’Archivio Il ’68 di Firenze, collaborando anche con l’associazione Archivi della Resistenza di Fosdinovo e con il lucchese Museo Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana.
La scomparsa di Adriana Dadà, oltre che una dolorosa perdita umana per tutti e tutte quelle che l’hanno conosciuta, priva l’intero movimento anarchico di una compagna, di una militante, di una storica di grande valore. Come comunisti anarchici sarà nostro impegno ricordarla in maniera adeguata, anche per tutto quanto ha fatto e ci ha lasciato e che comunque non andrà perso.
28/01/2026
Alternativa Libertaria/FdCA





