L’ANTIDOTO n. 2

“Tutto il mondo è paese”
In Belgio come in Italia si fa cassa sull’educazione

Il Parlamento della Federazione Vallonia-Bruxelles (il governo francofono del Belgio) ha approvato in via definitiva il contestatissimo “décret-programme” nella notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 giugno 2026, dopo una sessione fiume durata oltre 14 ore. Il testo introduce un severo piano di tagli di bilancio e riforme strutturali che impatteranno profondamente il mondo della scuola e dell’università.

 

Modifiche all’orario e al carico di lavoro complessivo richiesto ai docenti.

L’aumento dell’orario di lavoro previsto dal décret-programme stabilisce che i professori della scuola secondaria superiore dovranno svolgere 2 ore in più di lezione a settimana, portando il tempo di insegnamento frontale da 20 a 22 ore settimanali. Questo incremento, che corrisponde a un aumento del 10% del tempo di lavoro “fronte classe”, entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026-2027. Secondo le stime sindacali, l’aumento delle ore procapite comporterà la perdita di circa 1.300 posti di lavoro complessivi per i docenti precari o non ancora di ruolo (non nommés).


Tagli all’istruzione superiore: Taglio lineare di 6,5 milioni di euro destinati al settore universitario e ai canoni di iscrizione (minerval).

Si tratta di una riduzione mirata e lineare all’istruzione superiore della Federazione Vallonia-Bruxelles (università, Hautes écoles e Scuole Superiori d’Arte). Sebbene la cifra nominale possa sembrare  ridotta, l’impatto sociale è massiccio perché il taglio si concentra principalmente sulle fasce studentesche più povere e fragili.
I 6,5 milioni di euro di risparmio per le casse dello Stato derivano principalmente dalla riduzione dei finanziamenti e delle allocazioni che la Federazione assegna direttamente agli atenei per sostenere l’iscrizione degli studenti a basso reddito o in condizioni di povertà. Questo significa meno esenzioni, borse interne e sussidi sociali gestiti dalle università.


Le lavoratrici e i lavoratori non stanno a guardare.

I sindacati del settore dell’istruzione in Belgio hanno esteso il preavviso di sciopero continuativo fino al 10 luglio 2026, coprendo di fatto tutto il periodo finale dell’anno scolastico. Il movimento di protesta, coordinato dal fronte comune sindacale (tra cui la CSC-Enseignement), non prevede un’unica data isolata, bensì una strategia di azioni a macchia d’olio e mobilitazioni costanti.


Fonti:
Facebook – Enseignons.be;
Giornali – Le soir, le Vif;
Media TV – RTBF (Radio Télévision Belge), RTL Belgium;
Il sito web ufficiale della CSC (Confédération des Syndicats Chrétiens), ovvero la Confederazione dei Sindacati Cristiani, il più grande sindacato in Belgio – lacsc.be