L’ANTIDOTO n. 3

La lotta di classe in India

In India, lo scenario sociale, politico e sindacale è infiammato da una profonda frattura generazionale e da gravissime tensioni geopolitiche internazionali che condizionano la politica interna.

La protesta generazionale: Il “Cockroach Janta Party” (CJP)

La mobilitazione più rilevante e dirompente delle ultime settimane è guidata dai giovani e dagli studenti universitari:

• La protesta è nata in modo spontaneo dopo che il presidente della Corte Suprema indiana ha definito gli attivisti online e i giovani disoccupati come “scarafaggi infestanti”.
• Per risposta, i giovani hanno fondato ironicamente il Cockroach Janta Party (CJP), accumulando rapidamente oltre 22 milioni di follower.
• Il movimento contesta la precarietà sistemica, la disoccupazione di massa e i recenti scandali legati alle irregolarità negli esami di Stato.
• Manifestazioni di massa hanno colpito New Delhi, Pune, Lucknow e Amritsar. Il CJP ha organizzato sit-in a Hyderabad e Bangalore per chiedere le dimissioni del Ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, minacciando uno sciopero a oltranza a Jantar Mantar (New Delhi)

Le tensioni sulla cittadinanza (CAA) e lo scontro etnico

Le piazze continuano a subire la polarizzazione legata al controverso emendamento sulla cittadinanza (Citizenship Amendment Act – CAA) promosso dal governo nazionalista indù di Narendra Modi.
La norma accelera la concessione della cittadinanza agli immigrati irregolari di varie religioni provenienti da Bangladesh, Pakistan e Afghanistan, escludendo esplicitamente i musulmani.
Questa misura, unita alle revoche di statuti speciali regionali (come in Kashmir), viene vissuta dalle minoranze come un tentativo di affermare una egemonia etnico-religiosa. Ciò provoca frequenti scioperi spontanei, boicottaggi commerciali nei mercati urbani e scontri nei campus universitari storicamente orientati alla difesa del secolarismo dello Stato.

 La crisi diplomatica dei marittimi indiani (Giugno 2026)

A livello popolare e politico, il Paese è scosso da una fortissima ondata di sdegno patriottico diretta contro gli Stati Uniti.
Nel quadro del blocco navale statunitense contro l’Iran iniziato ad aprile, le forze americane del CENTCOM hanno colpito tre petroliere con equipaggio indiano nel Golfo di Oman. (8 giugno, 10 giugno e 11 giugno). L’attacco missilistico contro la nave MT Settebello ha causato la morte di tre marinai indiani.
Il Ministro degli Esteri S. Jayashankar ha espresso una durissima nota di protesta ufficiale al Segretario di Stato USA Marco Rubio. Il rifiuto iniziale di Washington di scusarsi ha scatenato la reazione dei sindacati dei trasporti marittimi e manifestazioni di scontento nelle principali città costiere indiane.

Le rivolte operaie nei poli industriali

L’India affronta una crescita economica che convive con sacche di povertà estrema in cui il 21% della popolazione vive con meno di due euro al giorno. Nei poli manifatturieri e tecnologici (come l’area industriale di Noida e i distretti manifatturieri del Bengala Occidentale), i sindacati di base organizzano scioperi selvaggi contro i turni di lavoro massacranti, la mancanza di coperture sanitarie  e per l’adeguamento dei salari minimi all’inflazione.

Fonti:
Instagram- Factanza; Wired; Actionaid Italia; Reuters; bbc.com; The Guardian; dw.com